Frutta biologica: dove trovare prodotti freschi e come riceverli a domicilio

Trovare frutta biologica nei supermercati è difficile: un aiuto arriva invece dai siti specializzati nella vendita di prodotti agroalimentari.

La frutta ha un valore nutrizionale molto importante nella dieta quotidiana e apporta una quantità di vitamine davvero fondamentali all’organismo umano. Dolce e perfetta sia da sola che per creare macedonie, composte e marmellate, la frutta migliore è, senza dubbio, quella biologica che viene coltivata nel rispetto della natura, del territorio e senza l’uso di pesticidi o altri prodotti chimici dannosi per l’uomo. Trovare un’ampia selezione di frutta biologica nei supermercati, al giorno d’oggi, è ancora difficile. Un aiuto importante, a questo proposito, arriva invece dai siti specializzati nella vendita di prodotti agroalimentari, a cui gli utenti posso affidarsi se vogliono acquistare in modo semplice e veloce i prodotti e vederli recapitati direttamente a casa.

Per esempio, è possibile richiedere il servizio di frutta biologica a domicilio sul portale di Paniere Bio, che mette a disposizione prodotti certificati su tutto il territorio nazionale, affidando le consegne a camion refrigerati con cui preservare la freschezza di quanto ordinato.

La frutta biologica migliore

Per ricevere a casa frutta fresca e biologica, quindi, basta visionare vetrine virtuali eccellenti come quella di Paniere Bio e scegliere tra una vasta selezione di prodotti e varietà. Oltre alla qualità specifica, spesso è persino possibile avere un mix di più varianti in un unico ordine, predisponendo l’ordinativo affinché avvenga con cadenza regolare. Gli agrumi, ad esempio, sono ricchi di vitamine, in particolar modo la C, e arance e limoni di Sicilia sono quelli che maggiormente vengono richiesti. La grandezza del frutto consente di fare ottime spremute ma anche di assaporarli così come sono: in particolar modo, per le arance è possibile prediligere quelle dalla colorazione tipica, che sono più dolci e delicate, oppure quelle rosse, dall’aroma decisamente più ricco.

Il kiwi, originariamente conosciuto solo in Cina e successivamente coltivato alle nostre latitudini, ad oggi è molto diffuso anche in Italia e rappresenta uno dei frutti più gustosi con cui creare vere e proprie ricette estive e rinfrescanti, aggiungendo alle fette solo un po’ di zucchero o di limone, ad esempio. Molto apprezzata è anche la dolcezza delle mele biologiche, specie nella varietà Pink, di piccole dimensioni, croccante e succosa. Intramontabili, poi, sono le Golden, dalla buccia dorata proprio come suggerisce il nome, e le rosse Florina. Banane, cocco, avocado e persino mango sono altri frutti che possono essere coltivati biologicamente e non manca la frutta secca quale mandorle, arachidi e nocciole.

Come avviene una coltivazione biologica

Le coltivazioni biologiche partono dal principio base di rispetto per la natura e l’ambiente. In tal senso, come già accennato, l’uso di pesticidi e prodotti inquinanti o dannosi viene evitato in favore di uno sfruttamento corretto delle risorse del territorio, del clima e persino della fauna presente. Ogni terreno, infatti, ha caratteristiche specifiche che lo rendono più o meno adeguato alla coltivazione di melo, vite o qualsiasi altro prodotto della terra. Una volta individuata la coltivazione migliore, si procede con tecniche di concimazione che vanno dal semplice letame di animali da allevamento a compost ottenuti da residui organici di cenere, legna e coltivazioni dedicate (sovescio) come la colza, la valerianella e il crescione.

Il terreno, poi, viene fatto riposare e rigenerare ruotando la tipologia di raccolto in periodi di tempo prestabiliti, così da non esaurirne le risorse. Inoltre, si cercano sempre di preservare e sfruttare gli insetti naturalmente presenti in natura al fine da impiegarli come protezione da molte varianti di parassiti. Talvolta, nelle stagioni più fredde, si procede anche con la pacciamatura, che consiste nel ricoprire la terra con strati di fieno od erba al fine di mantenerne il calore in modo del tutto naturale. In generale, si può dire che le coltivazioni biologiche sono a cosiddetto ciclo chiuso, perché gli animali da cui si ricava il letame per l’eventuale fertilizzazione si nutrono solo di erba e colture rigorosamente biologiche a loro volta.

Scritto da Redazione Food Blog
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