Il morzello con la pitta, il cui nome in dialetto è “U morzeddhu ‘cca pitta”, è una ricetta calabrese molto antica. L’area geografica di appartenenza è la Calabria, nello specifico la città di Catanzaro.
La storia più conosciuta riguardo le origini del piatto, resta quella raccontata dal poeta calabrese Achille Curcio. La vicenda vuole che il morzello nasca dall’idea di una donna di nome Chicchina che, rimasta vedova, si adattava a fare diversi lavori per sfamare i propri figli. In prossimità del Natale, Chicchina venne chiamata per pulire un cortile dov’erano stati macellati dei bovini. Invece di buttare via le interiora, le portò a casa, le pulì e tagliò a piccoli pezzi (da qui la parola morzello). Le cucinò poi aggiungendo del pomodoro e vari aromi e così nacque il morzello con la pitta.
Morzello con la pitta: il piatto
Si tratta di una pietanza povera, composta esclusivamente di interiora di vitello (guai usare interiora di altri animali), cotte in un sugo piuttosto piccante e aromatico. Il morzello si può gustare in piatto ma la tradizione vuole che si mangi nella pitta, un pane tipico calabrese a forma di ciambella, basso, con poca mollica che viene cotto quando il forno ha ancora una temperatura bassa.
Il morzello con la pitta è un piatto ha continuato ad evolversi. Negli anni ’70 è diventato il pasto degli operai e dei manovali che a metà mattina, con già molte ore di lavoro alle spalle, lo consumavano nelle piccole botteghe della città. Oggi, una ricetta come questa è considerata un piatto dello street food, qualcosa da mangiare al volo e ricca di sapore.
Per consumare il vero morzello, l’ideale è recarsi nelle trattorie che ancora oggi lo servono secondo la tradizione. Tuttavia è possibile riprodurlo a casa con buoni risultati.